Le tre fasi del panchakarma

Dopo aver descritto il trattamento disintossicante del Panchakarma vediamo più da vicino come il Centro Ayurveda Maharishi La Nuova Terra struttura le fasi del trattamento:

1.Pre-trattamento:
Poiché le impurità o tossine sono depositate, anche da lungo tempo soprattutto nel tessuto adiposo, il Panchakarma inizia con una terapia d’oliazione interna chiamata Snehapana che dura da 3 a 5 giorni. Dopo una giornata di riposo, in cui si applica anche la fomentazione (Swedana), grazie all’effetto di un buon lassativo naturale (olio di ricino-Virechana), si avrà un’efficace eliminazione delle tossine convogliate nell’intestino.

2.Trattamento al Centro:
In questa fase si ricevono piacevoli massaggi a quattro mani (Abhyanga, Vishes, Udvartana, Pizichilli, ecc.), terapie con delicate saune erbalizzate (Swedana) ed altre che precedono le fasi di gentile pulizia intestinale eseguite con leggeri clisteri equilibranti.

3.Post-trattamento:
Alla fine del trattamento di Panchakarma tornati a casa si dovrà:

  • Continuare a seguire un’alimentazione leggera, digeribile e fatta di cibi cotti e caldi.
  • Evitare di riprendere l’attività sportiva per 3/5/7 giorni (uguale al numero dei giorni di Panchakarma).
  • Trascorso questo periodo riprendere l’alimentazione e le attività consuete congradualità cercando di mettere in pratica i consigli dietetici appresi durante le consultazioni con il medico.

Il panchakarma

Il Panchakarma è un trattamento disintossicante che troviamo nei testi classici Ayurvedici e significa esattamente “5 azioni”. I benefici del Panchakarma nell’antica India erano riservati alle famiglie reali che lo praticavano per conservare la vitalità e la giovinezza.

Delle cinque azioni che compongono la struttura del trattamento, l’Ayurveda Maharishi utilizza solo quelle più efficaci e dolci, dando vita a una sequenza integrata di procedure che, insieme, smuovono le tossine dai tessuti e le allontanano dal corpo, prevenendo le malattie.

È un trattamento molto piacevole e rilassante che attiva il potere di auto-guarigione del corpo, attuando un’efficace purificazione della fisiologia, con trattamenti dolci attraverso i quali si raggiungeranno uno stato di grazia e di gioia, accompagnati da un chiarezza mentale e un benessere fisico duraturo.

Ogni trattamento è individualizzato poiché si basa sullo studio degli squilibri dei Dosha di ciascun paziente.

Il Panchakarma può essere prescritto per tre giorni, come “assaggio”, cinque o sette giorni, come tempo standard, per arrivare fino a dieci o più giorni. Per ottenere il massimo dell’efficacia preventiva si dovrebbe seguire il trattamento ad ogni cambio di stagione in modo da riequilibrare il Dosha che è stato più influente e quindi potenzialmente squilibrato in quel periodo dell’anno.

Effettuando il trattamento del Panchakarma periodicamente avremo:

  • Miglioramento del tono dell’umore.
  • Miglioramento delle funzioni digestive ed evacuative e della qualità del sonno.
  • Normalizzazione del peso.
  • Ringiovanimento.
  • Miglioramento del metabolismo e recupero del peso forma
  • Aumento dell’energia e della vitalità.

I tre dosha

VATA, PITTA, KAPHA sono i tre principi chiave dalla cui combinazione nasce la formazione dell’Universo e la costituzione di ciascun individuo.

Dosha deriva dal termine “dushanat” che possiamo tradurre letteralmente con “impurità”.

Non è un’espressione che va intesa in senso negativo in quanto i Dosha, o principi metabolici, danno vita nella loro complessità alla struttura psicosomatica dell’uomo.

Nei tre Dosha si manifestano i cinque elementi, o MAHABUTA , Spazio – Aria – Fuoco – Acqua – Terra e se i Dosha sono in equilibrio producono armonia e buona salute, il loro squilibrio invece  porta a disturbi che diventano malattia, primo segno di una mancata sintonia fra corpo e mente!

Vediamo insieme le caratteristiche principali di ciascun Dosha:

Vata, letteralmente “Ciò che si muove”.

Formato da Aria e Spazio, è freddo secco, mobile, veloce, sottile, ruvido, leggero.

Vata si occupa del movimento dell’Universo.

Quando è in equilibrio sostiene tutto il corpo, dà gioia ed entusiasmo, stimola il fuoco digestivo, elimina i prodotti di rifiuto, modella l’embrione ed è responsabile della continuazione della Vita. Quando non è equilibrato causa alte maree e straripamenti di laghi e fiumi, terremoti, tuoni, confusione delle stagioni, irregolarità dei raccolti. A livello individuale invece è responsabile di gonfiore, pelle secca, mancanza di flessibilità fisica e psicologica, tendenza all’ansia.

Data la secchezza della pelle, egli trova giovamento da massaggi con olio di sesamo, che hanno un effetto rilassante.

Pitta,  letteralmente significa “Ciò che produce calore”.

É composto da Acqua + Fuoco.

Nel nostro organismo risiede in generale nella parte media del corpo, tra torace e ombelico.

È il principio della termogenesi (la produzione di calore nel corpo) e del metabolismo, è l’energia cosmica che fa ardere il sole e le stelle, il fuoco gastrico che digerisce gli alimenti.

Nel corpo umano presiede alle funzioni digestive ed endocrine, al metabolismo e alla regolazione della temperatura corporea.

Un Pitta squilibrato è causa di irascibilità, ostilità, cattiva digestione, ulcera peptica, collera, eruzioni cutanee e infiammazioni della pelle, cute giallastra.

Kapha, letteralmente significa “Ciò che unisce”.

E’ formato dagli elementi Acqua – Terra;

La sede principale di Kapha nell’organismo è il torace e in generale la parte alta del corpo, compresa la testa. Kapha governa tutte la funzioni cellulari, la solidità del corpo, la lubrificazioni dei legamenti e delle articolazioni, il mantenimento del vigore sessuale, l’immunità, la coesione, l’aspetto esterno della persona. Rappresenta la coesione, mantiene uniti i pianeti e le stelle, dà forma e compattezza al corpo oltre che forza e stabilità, controlla l’equilibrio dei fluidi tessutali e cellulari.

È il principio del raffreddamento e della conservazione, promuove la crescita, conferisce energia, forza, costanza e coerenza.

Kapha squilibrato conferisce pigrizia, depressione, sonnolenza, inerzia mentale, pesantezza, ingordigia, possessività, obesità, indigestione, avversione al freddo-umido, ritenzione di liquidi, diabete.

Ayurveda

L’Ayurveda, la “Scienza della Vita”, ha origine migliaia di anni fa nel sub-continente indiano, dall’Antica Civiltà Vedica. Si tratta semplicemente di medicina tradizionale che però si può considerare il più antico sistema naturale per la cura e il benessere del corpo e della mente.

E’ il maestro Maharishi Mahesh Yogi, in collaborazione con i maggiori esperti Ayurvedici, all’inizio degli anni Ottanta, a riportare l’Ayurveda al suo splendore originario. Per questo motivo l’approccio ayurvedico nella sua forma più pura e completa è oggi conosciuto come “Ayurveda Maharishi”.

Si tratta di conoscenze mediche tramandate da tempi immemorabili, non solamente orientate alla cura della malattia ma soprattutto a un modo di vita che promuove salute e longevità, correggendo i sottili squilibri del corpo, prima che si manifestino come fenomeni patologici.

Tali conoscenze sono giunte a noi grazie alle famiglie dei Vaidya (medici ayurvedici indiani) che hanno preservato e tramandato fedelmente le formulazioni dei preparati ayurvedici, che oggi possono essere confezionati sulla base degli Antichi Testi Vedici, non discostandosi dalle pazienti e raffinatissime metodologie tradizionali.

La scienza naturale-olistica considera l’Uomo un Universo, composto da corpo, mente, anima (microcosmo) inseparabilmente connesso all’intera esistenza cosmica (macrocosmo).

L’Ayurveda contempla tutti gli aspetti del benessere degli esseri viventi, quello fisico, quello psichico e quello spirituale, perchè la vita umana è composta tanto da organi di senso quanto da mente e anima.

L’Ayurveda ci ricorda che l’armonia e l’equilibrio delle persone non possono essere separati da quelli della comunità in cui vivono, da quello della Natura, da quello dell’Universo, perché la Natura vibra in noi e noi vibriamo in essa.